Io piccola buona forchetta

Le mie prime esperienze culinarie

gennaio 25, 2017
Solitamente quando un bambino va a mangiare a casa di qualche amichetto viene istruito dalla mamma a mangiare tutto senza fare tante storie, mia mamma quando andavo a mangiare da qualche amichetta mi diceva: " Non mangiare troppo che sembra che non te ne diamo!" 
In effetti sono sempre stata di appetito (come si vede da questa foto da bambina, quando non ero ancora a conoscenza del galateo!) e davo sempre soddisfazione a chi mi invitava a pranzo, il quale puntualmente diceva a mia mamma che era un piacere vedermi mangiare...modestamente ho sempre avuto un certo talento a tavola. La verità è che il piacere era tutto mio, infatti per me andare a mangiare a casa d'altri equivaleva all'andare al ristorante; all'epoca non andavamo a mangiare fuori se non in occasioni speciali e se volevo provare nuove cucine, nuovi sapori, insomma se volevo fare nuove esperienze culinarie dovevo sperare in un invito. 
Ormai conoscevo la specialità di ogni mamma e di ogni nonna, proprio come per i ristoranti: lì carne, lì pesce, lì primi, lì dolci ma c'era una casa dove tutto era buono...la casa di Sara, la mia vicina di casa, la mia amica del cuore, una di quelle amicizie che si stampano sul cuore per sempre, incise nell'anima. La mamma di Sara è la signora Anna, una donna meravigliosa, amorevole e simpatica che riesce a farmi sentire ancora con i codini e le ginocchia sbucciate quando la incontro in paese perché con lei il tempo si è fermato. Non dimenticherò mai la pizza della signora Anna, morbida e saporita, con capperi, olive e origano (ai bambini di solito viene messo solo pomodoro e mozzarella, con al massimo qualche rondella di wurstel gommoso... perchè? metteteci tutto!) e la treccia di pane dolce con l'uvetta nell'impasto e gli zuccherini sopra. Ho provato a Natale a replicare quest'ultima leccornia (vedi foto sotto)...buona ma non speciale come la sua. Insomma per me la signora Anna era diventata un mito e come Picasso, al culmine del successo, bastava facesse due righe sulla tela ed era un capolavoro, anche la signora Anna per me qualsiasi cosa preparasse era una capolavoro; il semplice pane e stracchino o il pane e olio o il pane burro e marmellata (la merenda si faceva così) preparato da lei era più buono. Chissà perchè... forse perchè la buona cucina non è solo fatta di ingredienti giusti e dosi azzeccate, è fatta di amore, gentilezza e serenità. 
Spero che anche mio figlio avrà l'opportunità di conoscere altre cucine, altri ristoranti mamma e capire che ogni famiglia è diversa dall'altra e proprio per questo vale la pena scoprirne il più possibile.



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