Mangiando si impara

Consigli per rendere piacevole il momento del pasto con i vostri bambini

febbraio 15, 2018
foto Consigli per rendere piacevole il momento del pasto con i vostri bambini
Avevo ancora il pancione quando mia madre mi ha passato un libro che consultava spesso quando io ero piccola, negli anni Ottanta, come una sorta di "manuale di istruzioni uso per bambini"; questo tomo è stato scritto dal pediatra Marcello Bernardi e si intitola "Il nuovo bambino" anche se tanto nuovo ormai non è, dal momento che la sua prima edizione è uscita nel 1972. Per quanto il buon Bernardi fosse un pediatra molto all'avanguardia, per certi aspetti il libro risulta a mio parere superato, soprattutto per quanto riguarda cure e attrezzature per bambini perché fortunatamente la medicina negli ultimi trent' anni ha fatto passi da giganti. Bernardi però dedica molte pagine anche al comportamento dei bambini nelle varie fasce di età; sono pagine interessanti, ancora attuali e piacevoli da leggere grazie alla sua scrittura scorrevole, precisa e a tratti divertente. Rispetto agli anni '70 i tempi certamente sono cambiati:  è cambiata la società, il rapporto con i genitori, il ruolo della donna, i ritmi della vita ecc.. ma i bambini sono sempre gli stessi dalla notte dei tempi, nascono sempre allo stesso modo e con gli stessi istinti. Vi cito testualmente alcuni passaggi di queste pagine  riguardanti il momento della pappa, un momento che può essere il più piacevole della giornata, ma che in molti casi non lo è, anzi è un vero incubo; non voglio insegnare come ci si comporta a nessuno, semplicemente approvo questi suggerimenti e mi fa piacere condividerli con voi. Se volete condividere il vostro pensiero a riguardo sapete come fare, siete più tecnologici di me!

"Per aiutare il vostro bambino a godere dei piaceri della tavola, che in fondo sono uno degli aspetti positivi dell'autentica civiltà; farete bene a rinunciare in partenza a ogni imposizione, a ogni insistenza e a ogni genere di pressione. Cercate piuttosto di seguire i suoi gusti: se la carne non gli piace troppo, tritatela insieme alla verdura preferita, o confezionate qualche attraente pasticcio che contenga carne, o usate la carne per preparare un sughino che metterete sulla pastina; se non gli vanno i carciofi, lasciateli perdere; se non gli piacciono i formaggi, potrete sempre cuocere qualche sformato in cui farete passare della mozzarella o della ricotta di contrabbando; e così via. E poi se gli va di mangiare, che mangi; se no ne faccia a meno. Non nutritelo a "tradimento" con televisione, giochini o canzoncine aspettando il momento di distrazione del bambino per infilargli in bocca fulmineamente un boccone."

"Un accorgimento per far felice il vostro bimbo è quello di offrirgli spesso cibi nuovi, con colori nuovi, consistenze nuove, sapori nuovi. In genere i bambini amano le variazioni, si incuriosiscono e sono stimolati ad assaggiare le cose nuove. Viceversa, se metterete davanti a vostro figlio ogni giorno, con imperterrita costanza, la stessa pastina in brodo, il medesimo vitello bollito o le solite carote grattugiate, è ben probabile che il piccino si stufi, si ribelli e si rifiuti decisamente di sopportare più oltre una simile schiavitù alimentare."

"Lasciate per quanto possibile che il vostro bambino mangi da solo. Voglio dire non imboccatelo. Verso la fine del primo anno di vita il bimbo ama affrontare per conto suo la pappa, ci mette le mani, vuole usare il cucchiaio; i risultati, da un punto di vista strettamente alimentare, sono per lo più disastrosi, dato che il cibo va a finire dappertutto tranne che nella sua bocca. Ma dal punto di vista educativo questa sua nuova esperienza si rivela utilissima: al piacere del nutrirsi il bambino può collegare il piacere del gioco, della esplorazione del cibo, di una attività divertente ed eccitante. Lasciatelo fare. O almeno lasciatelo fare più che potete. A un certo punto, se non vorrete che resti digiuno, dovrete dargli una mano; anzi probabilmente sarà lui stesso a farvi capire che ha bisogno di aiuto. Ma non opprimetelo imponendogli subito a viva forza il vostro intervento. Un po' di pappa per terra o in testa servirà moltissimo a fargli maggiormente apprezzare i piaceri della tavola."

comportamento a tavola bambini"Non distraete il piccolo durante il pasto. Non continuate a pulirlo, ad asciugarlo, a impedirgli di fare questo o quello, a cambiargli posizione, ad accomodargli il bavaglino, eccetera. Lasciatelo in pace. E cercate di stare in pace anche voi: certi pranzi dei nostri tempi, consumati frettolosamente con l'orologio in mano e interrotti da ottantasei telefonate, non sono proprio l'ideale per far apprezzare al bambino le delizie della tavola."

"Compatibilmente con le abitudini della famiglia e con le vostre disponibilità di tempo, permettete al vostro bambino di mangiare a tavola con voi. In questo caso dovrete naturalmente adattarvi a mangiare degli alimenti che vadano bene anche per lui. Un bimbo, quando è allo stesso desco dei grandi, rende a trascurare un poco quello che sta nel suo piatto per dedicare una speciale attenzione a ciò che sta nel piatto dei genitori. Rifiutargli questi "assaggini" vorrebbe dire mortificarlo, escluderlo dal mondo dei grandi, e inoltre sottoporlo a una specie di supplizio di Tantalo."

Riguardo soprattutto questo ultimo passaggio, l'obiettivo di piccolebuoneforchette è proprio quello di darvi spunti per pranzi adatti a tutta la famiglia.

In generale Bernardi insiste in vari ambiti, non solo durante i pasti, di trattare i bambini col medesimo rispetto e fiducia di un adulto. Cito testualmente: "Trattare il bambino con la stessa serietà, la stessa dignità, lo stesso rispetto con cui si tratta di solito un adulto. Trattarlo da pari a pari insomma, senza assumere posizioni di superiorità ne di inferiorità".
Trattare il bambino come un adulto non vuole dire però pretendere che viva e si comporti come un adulto: fermo, silenzioso, sempre educato e gentile, pulito e ordinato. Concludo con queste parole di Bernardi:
"Se vi rivolgete a vostro figlio continuamente con una serie infinita di comandi, rimproveri, sollecitazioni, imposizioni; come se lui non fosse un essere umano, ma una specie di robot tenuto a fare quello che dite voi perché questo è il suo dovere, egli finirà col diventare un robot davvero e non farà più niente di sua iniziativa. Cadreste nel classico ambiente patriarcale, in cui i rapporti famigliari si reggevano sulla sudditanza e non sull'affetto e sulla reciproca comprensione. Il che, credetemi, sarebbe veramente disastroso per la futura evoluzione del bambino. Perché se al bambino piccolo si insegna a essere un servo, più che un uomo, egli uomo non diventerà più."

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